Il Cloud è davvero sostenibile?

La pandemia ha accelerato l’adozione di soluzioni Cloud per molte imprese italiane: una tecnologia, che grazie alla capacità di conservazione di un’enorme quantità di dati, costituisce anche un importante abilitatore per i nuovi modelli dell’economia circolare. 

Il cloud è la soluzione più sostenibile per conservare l’enorme mole di dati che produciamo: la virtualizzazione delle risorse nel cloud consente alle imprese di non accumulare macchine fisiche a favore delle macchine virtuali, diminuisce l’utilizzo degli hardware e quindi dei processi di manutenzione e raffreddamento dei data center situati in metà del mondo “fisico”. Secondo i dati dell’Osservatorio Cloud Transformation, l’adozione delle soluzioni cloud nelle PMI italiane nel 2020 è cresciuta del 42% rispetto al 2019 – certamente questo è avvenuto per i cambiamenti del lavoro che si svolge da remoto e per l’interconnessione dei sistemi che ne consegue. La trasformazione definitiva verso il modello cloud è preannunciata dal fatto che l’11% delle grandi imprese non ha più un data center di proprietà.

Una gestione coerente del Cloud porta a risultati migliori

Secondo lo studio, realizzato da Enterprise Strategy Group (ESG) e commissionato da Dell Technologies e Intel, sono un numero sempre crescente le organizzazioni che utilizzano servizi di public cloud. Lo studio evidenzia anche come, una volta raggiunta una gestione del cloud coerente, i risultati ottenuti siano migliori di quelli attesi; 

digitmode sostenibilità
  • il 90% dei decision maker IT ha sperimentato un aumento dell’efficienza e la semplificazione delle operazioni; 
  • oltre all’efficienza, l’87% degli intervistati ha dichiarato di aver notato un’accelerazione del time to market; 
  • l’81% un amento del ritmo dell’innovazione; 
  • il 77% dei cicli di sviluppo delle applicazioni; 
  • il 74% ha dichiarato che una delle conseguenze di questa implementazione è stata quella di rendere la propria organizzazione in grado di adottare tecnologie trasformative come l’intelligenza artificiale e il machine learning.

5 motivi per un Cloud sostenibile

Quando si parla di Cloud, in genere si fa riferimento ai benefici che questa tecnologia porta in termini di agilità di business, di accesso a risorse computazionali, di risparmio economico e come una tecnologia sia in grado di abilitare nuovi processi di business e una digital transformation diffusa. 
Sicuramente è meno frequente sentire parlare di cloud in relazione a tematiche di sostenibilità ambientale e di risparmio energetico. E quando questo accade, spesso l’idea che viene evocata è quella di un approccio tecnologico energivoro e di pesante impatto sull’ambiente. Eppure, a conti fatti, così non è. Per capire quale sia l’impatto del cloud e, più in generale delle tecnologie digitali sulla sostenibilità, bisogna partire da un assunto di base.  

L’obiettivo non può limitarsi alla riduzione del carbon footprint, per quanto importante sia questo tema; la riduzione delle emissioni di carbonio è solo una delle molte facce della sostenibilità, che deve guardare a uno sviluppo e a una crescita rispettosi dell’ambiente e socialmente equi.

Si tratta, di obiettivi oggi più raggiungibili anche e soprattutto grazie alle tecnologie “intelligenti” che fan parte di ciò che in questi anni abbiamo iniziato a definire quarta rivoluzione industriale – o Industria 4.0. In effetti, tra gli obiettivi fissati del 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, troviamo tematiche come l’industrializzazione a basso impatto, la realizzazione di edifici efficienti dal punto di vista energetico e lo smart manufacturing: esattamente la stessa linea lungo la quale si muove il modello dell’Industria 4.0 che combina smart operations e produzione intelligente con tecnologie digitali, intelligenza artificiale (AI) e Internet of Things (IoT). 

Non è un caso che il Cloud oggi occupi un posto di rilievo tra le tecnologie che negli ultimi anni sono evolute proprio in una logica di sostenibilità ambientale.

Vediamo perchè.

  1. Riduzione dei consumi energetici

Scegliere di realizzare un datacenter “in house” significa garantire alimentazione costante per i server, installare un sistema di raffreddamento per evitare il surriscaldamento, prevedere le attività di smaltimento degli apparati che giungono a fine vita, secondo quanto previsto dalle normative per i rifiuti elettronici. Affidarsi al cloud non solo sposta verso il provider la gestione di queste attività, ma consente di trarre vantaggio sia delle economie di scala, sia di tutto quel filone di ricerca che punta alla realizzazione di data center sempre più efficienti e sempre meno energivori. 

  1. Riduzione dei gas serra

Lo stesso discorso si applica anche al tema dei gas serra. L’adozione di un modello cloud consente di eliminare il carbon footprint dell’infrastruttura on premise. Un obiettivo importante, soprattutto se si tiene conto che un data center produce gas serra lungo il suo intero ciclo di vita, a partire dalle materie prime, passando per trasporto, assemblaggio, utilizzo e smaltimento a fine vita. 

*Numerosi studi sul tema, realizzati dalle principali società di ricerca, sono arrivati a determinare che l’adozione di un modello cloud consente alle grandi imprese un risparmio fino al 30% del proprio carbon footprint, percentuale che sale addirittura al 90% per le realtà di più piccole dimensioni.

  1. Dematerializzazione

Un contributo indiretto del cloud alla sostenibilità ambientale è correlato alla dematerializzazione, vale a dire la sostituzione di prodotti o servizi fisici, con i loro equivalenti virtuali. I servizi di archiviazione in cloud e di firma digitale consentono di ridurre l’utilizzo di carta e di conseguenza anche il suo smaltimento. 
Migrare al cloud significa utilizzare meno macchine e hardware, riducendo di conseguenza il consumo energetico e l’impatto sull’ambiente, con effetti benefici anche in termini economici.  

  1. Green Data Center

I Cloud Data Center di recente concezione utilizzano tecnologie avanzate, più efficienti dal punto di vista energetico, e hanno minori richieste di energia per illuminazione, raffreddamento e condizionamento, con conseguenze positive dal punto di vista del risparmio energetico. 

  1. Utilizzo di tecnologie rinnovabili

Alla luce di queste prime considerazioni, possiamo già evidenziare come il cloud possa essere a tutti gli effetti considerato una tecnologia in linea con quanto previsto dall’Agenda 2030 – per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, – dal momento che da un lato consente di innovare, tramite percorsi di digital transformation, anche settori considerati tradizionali come la produzione industriale o quella agricola, aumentandone l’efficienza e riducendone gli sprechi. Dall’altro, come già evidenziato, consente di accentrare le infrastrutture ICT, beneficiare delle economie di scala, riducendo di conseguenza l’impatto delle tecnologie ICT sulle emissioni di CO2 globali. Il tutto a beneficio di un percorso sempre più orientato alla decarbonizzazione. 

Sviluppo sostenibile

Va detto che la sostenibilità è di per sé già parte del mindset del settore manifatturiero. Massimizzare la produzione, riducendo al minimo gli sprechi, è da sempre un principio fondante per garantire capacità di soddisfare la domanda del mercato e nel contempo la redditività. Il manifatturiero rappresenta dunque un terreno ideale, sul quale le tematiche green e di sostenibilità ambientale possono attecchire facilmente. 

Obiettivi di business e sostenibilità ambientale non si escludono, ma anzi si sostengono vicendevolmente. E gli obiettivi oggi non devono fermarsi al solo risparmio energetico; la trasformazione deve estendersi a tutta la supply chain, coinvolgendo fornitori e partner logistici nel rispetto degli stessi principi di sostenibilità.

cloud e sostenibilità

Consapevole di quanto il tema del cambiamento climatico sia diventato significativo e urgente, Digitmode si propone a tutte le imprese che rispettino i temi della sostenibilità ambientale e che cercano risposte anche dalla tecnologia. 
Sostenibilità significa connettere persone e organizzazioni grazie alle innovazioni abilitate da cloud, reti, IoT, significa dar vita a una società più inclusiva e operare responsabilmente in modo etico, ridurre l’impatto sul pianeta aiutando le imprese a diventare più efficienti e, a loro volta, a ridurre le loro emissioni di gas serra, mettendo a disposizione un intero stack tecnologico in grado di abilitare la trasformazione. 

Digitmode ha sviluppato un’offerta completa di servizi di supporto, assistenza e consulenza specialistica, con i quali è in grado di seguire il percorso verso il cloud dei propri clienti, qualunque sia il loro livello di competenza ed esperienza in materia. 

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    5 commenti su “Il Cloud è davvero sostenibile?”

    1. Wow! Non pensavo che il cloud fosse così importante per la sostenibilità, un motivo in più per usarlo! Bell’articolo

    2. Ormai l’eco-sostenibilità diventa un vero e proprio modo di fare impresa, che coinvolge e abbraccia anche il settore del cloud computing. Basterebbe essere più ambiziosi…anche per l’ambiente!

    3. Ekaterina Kuznetcova

      Finché oltre ai vantaggi per l’ambiente non ci saranno anche quelli economici e operativi vedo difficile l’applicazione delle soluzioni Eco.
      Per fortuna il cloud ha tutte e 3 le componenti: cloud-as-a-service (economico), i dati sempre sotto mano (operativo) e risparmio dell’energia per il mantenimento dei server fisici (economico-ambientale).

    4. Fantastico! col cloud recupero tutti i miei file (foto , pdf ect …) da qualunque dispositivo , il problema di storage pieno si risolve

    5. Bell’articolo ma soprattutto verissimo! Peccato che al giorno d’oggi molte aziende italiane siano ancora scettiche nel passare da data center aziendali a cloud data center, ignorando completamente il grande risparmio di risorse economiche e tutti gli altri benefici elencati nell’articolo, ai quali porterebbe questo investimento.

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